Il baffo della Reggio

La Nave Traghetto Reggio è stata la prima nave interamente progettata e realizzata nel dopoguerra della flotta FS che solcò le acque dello Stretto di Messina.

Varata l’8 marzo del 1960 presso i cantieri navali liguri di Riva Trigoso, nel successivo mese di giugno prese servizio tra Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria tra le cui sponde operò per circa 25 anni.

Le sue caratteristiche estetiche e tecniche la resero subito famosa. Fu, infatti, il primo ferry boat di elevata capienza della flotta statale, concepito anche per il trasporto di autoveicoli e dotato di eleganti saloni, ampi ponti passeggiate e cabine passeggeri. Altra particolarità era quella di poter imbarcare i convogli ferroviari sia da prua che da poppa, essendo dotato di aperture (tecnicamente: celate) da entrambe le parti.

Tralasciando i dettagli tecnici e gli aspetti operativi (in relazione ai quali è possibile acquisire informazioni sul sito dedicato alle Navi FS (http://navifs.cjb.net/) o consultare pubblicazioni specializzate (G. Iapichino, Tra Scilla e Cariddi – Ferrovie e ferry boats – Storie di navi e di uomini, EDAS Messina 1999, pagg. 155 e seguenti.), osservando e confrontando alcune immagini e cartoline che ritraggono la nave agli inizi della sua “carriera” ho notato un aspetto singolare, ai più sconosciuto.

Si tratta del fregio FS che si staglia sulla prua della nave.

Quando giunse nelle acque dello Stretto, la Reggio presentava sulla celata di prua uno stemma rosso contenente, in rilievo, la sigla FS dorata dalla quale si diramavano, a destra ed a sinistra, due “baffi” azzurri che avvolgevano l’intera apertura. La seguente immagine, tratta da una cartolina viaggiata nel 1962, documenta il traghetto, fresco di consegna, in arrivo a Villa San Giovanni.


Ed. Caminiti Francesco, Villa San Giovanni – Collezione Roberto Copia.

Queste altre immagini a colori ci consentono di apprezzare le caratteristiche, in precedenza descritte, del fregio FS.

Particolare tratto da una cartolina viaggiata nel 1964.
Ediz. Tecnograf S.p.A, Palermo – Collezione Roberto Copia
Particolare tratto da una cartolina viaggiata nel 1978.
Ediz. ORAS, Messina – Collezione Roberto Copia

All’epoca del varo, tuttavia, la celata di prua era adornata da un fregio estremamente diverso. Infatti, la seguente foto in bianco e nero, di recente trasmessami dal figlio di un marittimo FS ormai scomparso, dimostra che, in occasione del varo, sulla menzionata apertura del traghetto si stagliava un grande “baffo” raffigurante l’antico pittogramma delle FS, quello con la ruota alata.

Foto del varo gentilmente messa a disposizione dal sig. Mino Catalano.

Non avendo dubbi circa l’autenticità dell’immagine, mi restava, tuttavia, la curiosità legata ai colori dell’originario pittogramma ed ai motivi che avevano condotto l’amministrazione FS a disporre, nel periodo intercorrente tra il varo della nave ed il suo arrivo nelle acque dello Stretto, la sua sostituzione con lo stemma in precedenza descritto.

La prima curiosità l’ho risolta pochi giorni fa, allorquando, fortunatamente, mi è capitata tra le mani una copia della rivista francese La Vie du Rail, pubblicata nell’aprile del 1960, che dedicava all’evento la copertina a colori.

La stessa rivista conteneva all’interno un breve articolo dedicato alla Reggio e presentava nel retro di copertina altre immagini della nave, anch’esse a colori, grazie alle quali ho potuto constatare che il fregio si presentava di colore dorato con le ali impreziosite da linee blu.

Ve le propongo qui di seguito.

Foto di copertina (da La Vie du Rail n. 744  del 24 aprile 1960)
La nave appena varata, accudita dai rimorchiatori a Riva Trigoso (da La Vie du Rail n. 744 del 24 aprile 1960, pag. 3)

Rimane ancora ignoto il motivo della la sostituzione dell’originario pittogramma con il fregio. L’ipotesi più plausibile appare quella secondo la quale, all’epoca del varo, il fregio non era ancora stato realizzato e si optò per il pittogramma.

E voi, lettori, ne sapete qualcosa?

Dettaglio della celata e dell’inconsueto fregio FS (da La Vie du Rail n. 744  del 24 aprile 1960, retro di copertina)

Autore Roberto Copia