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IL MODELLO DELLA N/T SCILLA III in scala HO
(1ª parte)
di Vincenzo Annuario (Socio AFS)
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LA STORIA
Le navi traghetto FS, ormai in esercizio da più di 100 anni, hanno da sempre contraddistinto l’area dello Stretto portando innovazione e tecnologia applicata al campo navale. Tra esse, le unità più caratteristiche sono state le gemelle Scilla III e Cariddi II, costruite nel 1931 e 1932, le cui immagini puoi ammirare nella fotogalleria del sito. Queste navi dall’apparente aspetto “classico” nascondevano nel loro interno la vera innovazione: il sistema di propulsione diesel-elettrico. Quest’ultimo fu il primo adottato sui traghetti e venne considerato, dai tecnici dell’epoca, il più versatile per navi che, dovendo effettuare frequenti manovre nelle invasature, necessitavano di un controllo diretto dal ponte di comando. La nave traghetto Scilla III venne costruita dai cantieri Federali di Pietra Ligure ed effettuò la prima corsa per Villa San Giovanni il 28 ottobre 1931 ottenendo risultati superiori alle aspettative di progetto. La Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno indelebile alle navi traghetto Fs ed anche lo Scilla III ne subì le conseguenze; venne affondata dalle bombe dei quadrimotori americani mentre si trovava in invasatura a Messina. Recuperata nel dopoguerra venne ricostruita presso il Cantiere Navale di Castellammare di Stabia. Rientrò in servizio quando ancora la sua gemella Cariddi II si trovava capovolta in fondo allo Stretto di Messina. Nel 1979 dopo oltre quarant’anni di onorato servizio, durante il quale fu impiegata, anche, nelle campagne di rinnovamento del materiale rotabile in esercizio sulla rete ferroviaria della Sardegna, lasciò le acque dello Stretto, diretta in un cantiere di demolizione del Golfo di Napoli.
IL MODELLO
L’idea di realizzare il modello in scala H0 della N/T “Scilla III” nasce dalla volontà del Socio AFS Pasquale Augusta di far rivivere, seppur in “piccolo”, una delle navi più importanti della storica flotta FS. Partendo dal progetto originale della nave redatto dallo Stabilimento Tecnico Triestino si è provveduto a “ripassare” al computer, tramite programma CAD, il disegno ed a correggerlo secondo le tante modifiche effettuate alla nave durante la sua vita operativa.
Per questo motivo, scelto l’ultimo periodo di servizio compreso tra il 1965 3 1975, è stato riportato il ponte auto ed il castello prodiero modificato in relazione al servizio effettuato nel Tirreno tra la Sardegna ed il Continente. Dal piano di costruzione sono state estrapolate le ossature la chiglia ed i paramezzali che dopo essere stati ridisegnati e ritagliati sul compensato di pioppo da 5 mm sono stati incollati con precisione. Anche il ponte di coperta è stato disegnato e ritagliato questa volta su compensato di betulla di 1,5 mm. Questo accorgimento ha permesso la posa dei binari (codice 100) ed i relativi scambi a tre vie auto costruiti e la “fasciatura” del ponte con listelli di
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Foto P. Augusta |


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Foto P. Augusta |
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