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L’ambientazione del modello coincide con l’epoca più recente in cui la nave ha operato (2005-2009).
Infatti, in tale suo ultimo periodo di vita, prima della demolizione, la nave si presentava già con numerose modifiche effettuate negli anni precedenti quali, ad esempio, la sostituzione delle scialuppe di salvataggio con dispositivi automatici, in modo da impiegare meno uomini di equipaggio, e l’evidente scritta Bluvia in sostituzione della storica livrea Ferrovie Stato.
La mia Sibari in scala 1:200 è adesso pronta per far bella mostra di sé a MeMo 2010. |

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Il modello della nave traghetto Sibari è nato dall’idea di realizzare un lavoro sperimentale esclusivamente con l’impiego dell’ottone, un materiale non comunemente utilizzato nel mondo del modellismo |
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Ho scelto di realizzare il modello della Nave Traghetto Sibari per onorare i 40 anni di servizio nelle acque dello Stretto di Messina di una nave dismessa da poco meno di un anno (dicembre 2009) ed avviata alla demolizione (v. articolo su questo stesso sito).
La filosofia che ha mosso l’intero lavoro è quella della realizzazione delle varie parti in maniera artigianale. Infatti, gli unici componenti acquistati sono le ancore con le relative catene. Un altro dei motivi che mi hanno spinto all’esecuzione artigianale del modello è costituito dalla difficoltà di reperire sul mercato le componenti in scala 1:200 per questo tipo di nave.
L’ottone utilizzato per costruire il modello, si presenta sotto forma di piastre dello spessore di tre decimi di millimetro. Tale spessore consente di tagliare, semplicemente con un paio di forbici, le varie componenti del modello, precedentemente realizzate avvalendosi di disegni tecnici.
La successiva fase di assemblaggio dei vari pezzi, ottenuti dopo il taglio, avviene tramite saldatura a stagno, grazie all’ausilio di un saldatore elettrico.
La nave comincia a prendere forma a partire dalla chiglia. |



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Lo scafo è fondamentalmente costituito da piastre piegate e sostenute da costoloni a forma di semicerchi. Due tubi di ottone di 1 cm di diametro a poppa e a prua vanno a formare le sedi delle eliche laterali. Successivamente ho usato delle asticelle di 0,5 cm di diametro per la realizzazione degli assi delle eliche; ho ricavato queste ultime saldando le pale direttamente sull’estremità dell’asse precedentemente smussato.
Per i timoni ho utilizzato piastre di ottone da 2 mm tagliate con il seghetto. Questo tipo di piastra costituisce anche il deflettore del fumaiolo.
La parte immediatamente sopra lo scafo, formata dal ponte binari, ha aiutato a dare rigidità alla struttura dello scafo stesso, in quanto essendo completamente coperta, si presenta come una scatola chiusa internamente rafforzata da sostegni e successivamente chiusa dalla copertura che costituirà la base per le sovrastrutture.
Dopo avere realizzato i piccoli oblò tondi laterali e le aperture per le corde e le ancore, ho montato i paraurti (“bottazzi”) da entrambi i lati, sulla linea di congiunzione tra lo scafo e il ponte binari.
Successivamente sono passato alla fase di stuccatura dello scafo, eseguita capovolgendo il modello al fine di eliminare le irregolarità dello scafo con lo stucco per metallo. |





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Nel corso del lavoro, man mano che la nave prendeva forma, si è reso necessario affrontare diversi problemi di fabbricazione.
Ad esempio, gli oblò rettangolari del ponte passeggeri, sono stati ricavati da una lamina stretta e lunga in modo da ottenere una specie di pettine alla cui base è stata saldata una strisciolina di ottone per chiudere il lato basso dei medesimi oblò, ottenendo dei fori perfettamente rettangolari. Tale esecuzione si differenzia da quella relativa agli oblò tondi che vengono ricavati semplicemente bucando la lamina con il trapano.
Per la maggior parte del tempo occorso per la lavorazione, la nave e rimasta divisa in tre tronconi costruiti separatamente: il primo composto dallo scafo con il ponte binari ed il ponte auto; il secondo dal ponte passeggeri ed il terzo dal ponte equipaggio e dalle parti superiori come, ad esempio, il fumaiolo.
In seguito, il ponte passeggeri è stato unito al ponte equipaggio e solo alla fine il ponte auto è stato unito al blocco superiore, ciò al fine di agevolare la pitturazione del ponte auto nella sua interezza.
Al termine di detta operazione, la nave è stata saldata in un unico blocco.
Per quanto riguarda i ponti esterni riservati ai passeggeri che in questo tipo di nave sono interamente rivestiti in legno, è stata utilizzata balza da 1 mm di spessore incollata direttamente sull’ottone e successivamente colorata con acrilico marrone. |



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Le ringhiere, importanti per la forma e l’eleganza della nave, sono state realizzate con fili di ottone e di rame di due spessori diversi. Con i fili di ottone sono state eseguite le sbarre orizzontali della ringhiera mentre con i fili di rame si sono ottenute le sbarre verticali.
Per tenere paralleli i fili di ottone durante la saldatura, si è resa necessaria la realizzazione di un piccolo sostegno con quattro fori equidistanti.
La pitturazione è stata eseguita in due fasi: nella prima ho applicato un primer al fine di proteggere il metallo dalla ruggine e creare una base per la fase successiva; nella seconda ho utilizzato smalti che si legano saldamente alla superfice, grazie al primer precedentemente passato.
Successivamente sono state dipinte a mano le varie scritte sul fondo bianco. |





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Nonostante la particolarità e la bellezza dell’ottone che è un materiale molto adatto per questo tipo di utilizzo grazie alla sua facilità di modellazione accompagnata da un’ ottima rigidità soprattutto dopo la saldatura, ho deciso di pitturare interamente la nave in quanto sia le numerose parti saldate, sia lo stucco per metallo di colore grigio ed alcune imperfezioni avrebbero contrastato con l’idea iniziale di un modello realistico. |


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Una delle fasi più importanti, avvenuta dopo la pitturazione, è stata la collocazione dei vari particolari quali i sistemi di salvataggio, le antenne, i radar, i cavi, le bandiere, le porte in legno di balza fatte con lo stesso sistema del ponte, le panchine ricavate con lo stesso filo delle ringhiere ed infine i batiscafi di recupero e salvataggio posti sulla poppa della nave, dipinti con un evidente colore arancio ed anch’essi interamente realizzati in ottone ripiegato e saldato. |


