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Una splendida giornata Barocca !
In viaggio da Siracusa a Ragusa sul Treno Museo della Val di Noto, lungo la linea ferroviaria più a Sud d’Europa
di
R. Copia
Foto: V. Annuario e R. Copia (Soci AFS) |

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Per la tradizionale escursione ferroviaria di mezz’agosto quest’anno numerosi Soci AFS, accompagnati dalle relative famiglie, si sono dati appuntamento a Siracusa per andare alla scoperta delle meraviglie barocche della Val di Noto — incantevole angolo sud-orientale della nostra Isola — a bordo di un vero e proprio TrenoMuseo che, dal mese di giugno e fino al 14 settembre 2009, grazie al progetto Maratonarte ed al Ministero per i Beni Culturali, percorre la linea ferroviaria più meridionale d’Europa, con soste a Noto, Modica e Ragusa, permettendo, gratuitamente, a 150 passeggeri (turisti, appassionati d’arte, cultori del trasporto ferroviario, semplici curiosi) di trascorrere un’intera giornata nel territorio più ricco al Mondo di siti riconosciuti dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità.
La partenza, prevista da Siracusa alle 8,30, ha costretto molti di noi ad una levataccia per affrontare il trasferimento da Messina al capoluogo aretuseo, raggiunto appena in tempo per una breve colazione al bar della stazione.
All’ingresso dell’atrio principale della stazione di Siracusa, ci soffermiamo sulla targa dedicata alla memoria di Sebastiano Vittorini, “letterato ferroviere”, padre dello scrittore Elio Vittorini, uno dei più importanti protagonisti della letteratura italiana del ‘900. E’ solo il primo spunto culturale della giornata che ci invoglia ad approfondire la storia di Sebastiano Vittorini, uomo che sin dal 1921 lavorò per le Ferrovie dello Stato. La stazione centrale di Siracusa è stata per anni la sede di lavoro ed abitazione della sua famiglia. Proprio durante il soggiorno nella stazione di Siracusa il figlio Elio conobbe la sua prima moglie, Rosa Quasimodo, anche lei figlia di ferroviere e sorella del premio Nobel Salvatore Quasimodo. Fu proprio dalla stazione di Siracusa che Elio e Rosa, nel 1927, presero il volo organizzando la famosa “fuitina” che è rimasta nella storia della letteratura italiana”.
Ma torniamo al TrenoMuseo che è già pronto al binario 1. Gli organizzatori ci invitano ad accomodarci nei posti a noi riservati a bordo di una delle 2 carrozze centoporte in livrea castano-isabella, dagli interni in legno affascinanti e scricchiolanti, risalente agli anni '30, uno dei gioielli delle ferrovie italiane che, insieme ad un bagagliaio-postale, attrezzato come mostra permanente, ed a ad un bagagliaio a due assi, con funzioni di carro di servizio, compongono il convoglio, classificato Reg. 34872 all’andata e n. 34873 al ritorno.
La trazione è affidata alla locomotiva diesel D. 443 1007 (in livrea d’origine) del deposito di Catania (non è sfuggito ad alcuni dei nostri che si tratta della locomotiva di cui è stato realizzato il modello in scala H0 da parte di una nota casa modellistica nazionale) assistita, in coda, dalla D. 343 1022 (in livrea XMPR e “impreziosita” da graffiti, unica nota stonata del convoglio).
Si parte in perfetto orario e, appena superata la zona ricovero locomotive della stazione di Siracusa, s’imbocca la linea per Modica e Ragusa, una tratta ferroviaria caratterizzata da interessanti opere d’ingegneria (stazioni, impianti, gallerie, ponti, viadotti), realizzata a fine '800 (iniziata nel 1891 ed inaugurata nel 1893) ed oggi scarsamente trafficata, che attraversa un paesaggio incontaminato di vallette, colline, corsi d'acqua, terre le cui proprietà sono delimitate da muretti a secco, distese di agrumeti e uliveti, cespugli di fichi d’india stracarichi dei loro prelibati frutti. Una linea che offre panorami mozzafiato e viste d’un mare di un turchese intenso, soprattutto quando si giunge in prossimità di Pozzallo e Samperi. Una linea che grazie ad accorgimenti e soluzioni tecniche avanzate supera i dislivelli senza grandi sconvolgimenti e toccata Ragusa Ibla perviene a Ragusa superiore, cinquecento metri più in alto mediante una galleria elicoidale, progettata da un tecnico anglosassone, del quale sembra essersi perduta la memoria, che si ispirò alle ferrovie elicoidali elvetiche. Un vero gioiello ferroviario che meriterebbe d’essere considerato - anch’esso- patrimonio dell'Umanità accanto alla chiese ed ai monumenti del tardo Barocco che ci accingiamo a visitare.
Facciamo subito amicizia con il Capotreno, il simpaticissimo e solerte Alfredo S., e con tutto il Team “Maratonarte” che viaggia insieme a noi illustrandoci come si articolerà la nostra giornata.
In pochi minuti siamo già a Noto (la tratta ferroviaria da Siracusa a Noto consente velocità intorno ai 75-80 Km/h), arriviamo sul primo binario della locale stazione al cui esterno ci attendono tre pullman che ci trasbordano nei pressi della Villa Comunale. Qui ci accolgono le guide turistiche pronte ad accompagnarci lungo le principali vie di questa deliziosa cittadina, giustamente definita la capitale del barocco. Interessantissime le visite al Duomo recentemente restaurato, che s’innalza maestoso al culmine di una monumentale scalinata, ed al Palazzo Nicolaci con i suoi ambienti principeschi ma, soprattutto, con i suoi balconi ornati da figure (tra esse, sembrerebbe, anche esisterne una ritraente il Principe Nicolaci) che si affacciano sulla via lungo la quale, ogni anno, si svolge la celeberrima “Infiorata”.
Il tempo è tiranno, bisogna di nuovo tornare in stazione per partire alla volta di Modica. Abbiamo giusto il tempo di posare tutti davanti al convoglio — addobbato con la targa di percorrenza realizzata per l’occasione con il logo della nostra Associazione — per una, quanto mai opportuna, foto di gruppo.
Tutti a bordo ! Le porte delle centoporte sbattono in rapida e fragorosa sequenza, Alfredo (il nostro Capotreno), sventolando la sua bandierina verde e con un perentorio fischio autorizza la partenza. Il convoglio si muove, dapprima lentamente, poi, via via, ad andatura più sostenuta. Adesso si viaggia a non più di 60 Km/h a finestrini rigorosamente aperti e qualche temerario perennemente affacciato per fare foto rischia spesso l’impatto con arbusti e canne che in alcuni tratti lambiscono la sede ferroviaria.
Giungiamo a Modica che è già mezzogiorno. Come a Noto, anche qui i pullman ci portano in centro e le guide ci assistono lungo le vie della città.
Il caldo incombe, la fame e la sete adesso si fanno sentire. Qualcuno dei nostri ne approfitta per tirare fuori dal proprio zaino panini e bevande. Altri, che non avevano approntato la colazione a sacco, rinunciano, seppur mal volentieri, alle visite guidate ed optano per un veloce ristoro ai tavolini di un bar per gustare i famosi gelati al cioccolato “modicano” - famoso in tutto il Mondo - granite e brioches e per, dedicarsi, successivamente, ad un giretto tra le vie cittadine, incappando in questo o in quel laboratorio di produzione artigianale del cioccolato ma anche dinnanzi al portone della casa dove nacque il Premio Nobel per la letteratura Salvatore Quasimodo, che, ricordiamo, visse gran parte della sua vita nella città dello Stretto.
Ancora una volta bisogna tornare in stazione. Fortunatamente abbiamo il tempo per incamminarci lungo i binari dell’impianto modicano, sovrastato dal famoso viadotto stradale, per vedere il vecchio deposito delle locomotive a vapore, con gli ingressi ormai murati, al cui cospetto sostano alcune automotrici diesel della serie ALn 668. Ritornando verso la stazione, osserviamo, in buone condizioni, la colonna idraulica un tempo utilizzata per il rifornimento d’acqua dei tender delle vaporiere. Più avanti, oltre il dismesso magazzino merci, in prossimità del quale sostano alcuni mezzi cantiere, scorgiamo abbandonati e quasi del tutto ricolmi di vegetazione alcuni assi di vecchie vaporiere della serie 740 e 940 che, secondo noi, meriterebbero d’esser preservati. Infine, all’altra estremità dell’impianto, la piattaforma girevole il cui motore ad aria compressa veniva alimentato, direttamente, dalle condotte pneumatiche delle locomotive medesime.
E' tempo di tornare nelle carrozze in legno del TrenoMuseo, il capotreno Alfredo ci accoglie sul binario invitando alcuni di noi ad accomodarsi sulla locomotiva, al fianco del macchinista. Muniti di fotocamere, non ci lasciamo ripetere l’invito e ci godiamo il viaggio fino a Ragusa Ibla dall’inusuale ed incantevole prospettiva offerta dalla cabina di guida della locomotiva.
Nonostante si giunga a Ragusa Ibla nell’ora più calda della giornata, la visita regala momenti culturali di alto livello. S’inizia con il portale di San Giorgio per poi incontrare, lungo il nostro percorso, la chiesa barocca delle S. Anime del Purgatorio, il Circolo di conversazione e, quindi, il Duomo di San Giorgio, costruito tra il 1744 e il 1775, secondo i progetti del famoso architetto Rosario Gagliardi, cinto a mò di protezione da una meravigliosa cancellata in ferro battuto.
Lungo il percorso di ritorno ai pullman ammiriamo parte dei siti che hanno fatto da location per l’ambientazione di alcune scene della serie televisiva “Il Commissario Montalbano”, tratta dai racconti di Andrea Camilleri, come, ad esempio, l’immaginario commissariato di Vigata o la trattoria “La Rusticana” dove Montalbano si recava con il suo vice Augello a gustare le prelibatezze della cucina siciliana.
Stanchi ma soddisfatti percorriamo le vie cittadine di Ragusa fino alla locale stazione ferroviaria dove il nostro convoglio ci attende per fare ritorno, stavolta senza fermate intermedie, a Siracusa.
Il Capotreno Alfredo, porta per l’ultima volta il fischietto alla bocca e sventola la sua bandiera verde, il nostro viaggio tra le meraviglie del Barocco Siciliano a bordo del TrenoMuseo finisce qui.
Per vedere altre immagini del treno e dei luoghi del Barocco della Val di Noto collegati alla nostra Foto-galleria, in continuo aggiornamento, cliccando sulla freccia a lato.
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Fonte: dalla rete |